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venerdì 8 aprile 2011

Come fare un uovo di Pasqua di cioccolato


L'uovo di Pasqua è un dolce della tradizione pasquale, divenuto nel tempo uno dei simboli della stessa festività della Pasqua cristiana, assieme alla colomba. La tradizione del classico uovo di cioccolato è recente, ma il dono di uova vere, decorate o dorate, è correlato alla festa pasquale sin da tempi molto più antichi. Le uova, infatti, hanno spesso rivestito il ruolo del simbolo della vita in sé, ma anche della sacralità, anche molti millenni avanti Cristo: secondo alcune credenze di molte religioni pagane e mitologiche del passato, il cielo e il pianeta erano considerati i due emisferi che andavano a creare un unico uovo, e le uova costituivano la vittoria della vita. Gli antichi Egizi, inoltre, lo consideravano come il fulcro dei quattro elementi dell'universo (acqua, aria, terra e fuoco).



lunedì 31 gennaio 2011

A Palermo è nata la pizza Ruby

E mentre la magistratura indaga, la signorina Ruby finisce sulla pizza. Una mozzarella di bufala tagliata in due e pomodorino rosso. La trovate alla pizzeria Mistral. Dicono che è molto....richiesta. 

Anche voi potete passare una serata con Ruby. Ma spendendo molto meno del signor B. 

martedì 2 novembre 2010

Palermo 2 Novembre : Muffuletta schietta o maritata?

E' tradizione che al mattino del 2 Novembre,  a Palermo e in genere in Sicilia, si mangi la muffuletta. (molti la chiamano muffoletta) 
La muffuletta è un pane molle e spugnoso. La produzione di questo prodotto consiste nella muddiata dell’impasto, cioè nell’ammorbidire l’impasto con l’aggiunta di una percentuale di acqua maggiore rispetto a quella impiegata per la preparazione del pane. 
La forma è prevalentemente rotonda, talvolta schiacciata, con poca mollica; altre volte più alta, con mollica alveolata ed umida.
Esiste la muffuletta schietta, cioè senza ricotta, e quella maritata con la ricotta.

mercoledì 6 ottobre 2010

Risorse di Cucina : Giallo Zafferano

Per chi vuole imparare a cucinare oppure va alla ricerca di nuove ricette, sicuramente è più efficace imparare guardando la preparazione di una ricetta piuttosto che limitarsi a leggerla. Il sito di oggi si chiama GialloZafferano.

E' un sito pieno di contenuti. Le ricette sono suddivise per categorie. Si passa dagli antipasti ai dolci, con ricette adatte anche a chi ha qualche problema alimentare, come i celiaci, oppure a particolari fasce di età come i bambini. Non mancano le ricette veloci per chi ha fretta. 

Le ricette sono accompagnate da foto esplicative sulla lavorazione ma ci sono anche quelle in video. Su youtube esiste un canale dedicato a cui ci si può iscrivere.

Il sito ha una sezione per chi vuole imparare a cucinare, ha una newsletter, un forum, dei vari blog. Non manca un club a cui ci si può iscrivere gratuitamente per avere sconti e promozioni e poter chiedere aiuto a cuochi professionisti.

Concludono sezioni speciali come quella sul barbecue o il picnic, la cucina regionale e quella etnica, una applicazione per chi ha l'iphone e la pagina fan su facebook. 

Non è l'unico sito sull'argomento arte culinaria. Ma sicuramente è tra i più completi. 

Canale Youtube
Pagina su Facebook

Tra i tanti video su youtube metto quello sulla bruschetta Caprese. Semplice e veloce.


lunedì 22 giugno 2009

Alle Tre Ranocchie di Sandro e Leonardo

La nouvelle cuisine? Altro che francese, è tutta 'made in Italy' e a crearla fu l'indiscusso genio italico di Leonardo da Vinci che, in pieno Rinascimento, decise insieme ad un altro calibro da novanta, Sandro Botticelli, di aprire una taverna: "Alle Tre Ranocchie di Sandro e Leonardo". I piatti che andavano per la maggiore erano capretto bollito, carciofi, rognone di agnello, ranocchie fritte (specialità della casa), cetrioli, carote.
L'iniziativa non ebbe successo, forse perché troppo all'avanguardia e i due "osti" tornarono alle loro genialità più riconosciute in quel periodo.
Per Leonardo da Vinci, comunque, non si trattava della prima esperienza nel settore. A vent'anni, infatti, aveva lavorato come cameriere "Alle Tre Lumache", un'osteria nei pressi di Ponte Vecchio, sempre a Firenze, dove al posto delle attuali oreficerie, c'erano le botteghe dei macellai facilitati nel poter gettare gli scarti direttamente dentro l'Arno.
Alcuni testi riportano che l'improvvisa morte di alcuni cuochi indusse il proprietario a promuovere il Genio cosmico da cameriere a capocuoco. Mai occasione fu più propizia per Leonardo per cercare di "civilizzare" le pietanze servite, riducendone le porzioni da servire e disponendole in maniera coreografica sul piatto.
In pratica, inventò la nouvelle cuisine: una invenzione 'incompresa', che raccolse soltanto malcontento tra la clientela per le porzioni ridotte, visto che il popolo dell'epoca preferiva di gran lunga le abbuffate.
La raffinatezza e il buon gusto di Leonardo anche per la tavola, però non sfuggirono agli Sforza che lo vollero a corte per curare regia e allestimento dei banchetti. Ed è proprio nelle cucine del castello sforzesco che Leonardo pensò bene di fare ricorso alla tecnologia per migliorare la preparazione delle pietanze e facilitare la vita del personale.
Studiò un modo per rendere costante la fonte di calore per cucinare, inventò macchinari per pelare, triturare e affettare i vari ingredienti; studiò il modo di mandar via i cattivi odori e il fumo; costruì un apparecchio per automatizzare l'arrosto, ma anche oggetti ancora oggi indispensabili in cucina come il cavatappi, l'affettatrice e il trita-aglio.
Fonte : APCOM

venerdì 10 aprile 2009

Le migliori Colombe Pasquali secondo il salvagente

Kataweb ha pubblicato il confronto di 12 colombe pasquali fatto dal settimanale "Il Salvagente". Da questo confronto le migliori sono state Bistefani e Tre Marie.

I risultati li trovate qui. Anche se sono convinto che la colomba l'avete gia acquistata......

Il sito del "Il salvagente" ricco di notizie utili al cittadino lo trovate qui

Tempo di crisi: Fatevi l'uovo di Pasqua a casa

In tempo di crisi tutto è lecito. Anche fare da se l'uovo di Pasqua al cioccolato. Sarà facile? Provateci. La ricetta la fornice Kataweb che assicura un 50% di risparmio sull'uovo fatto in casa. 

Questa è la ricetta:

Ingredienti: 300 g cioccolato fondente o al latte (questa dose è adatta per uno stampo di 16 cm di altezza)  Rompere il cioccolato a pezzetti e metterlo in una grossa scodella. Prendere un pentolino e riempirlo di poca acqua, metterlo sul fuoco fino ad ebollizione.Quindi spegnere il fuoco e posizionarvi sopra la scodella con il cioccolato, in modo che appoggi sul bordo del pentolino, ma che non tocchi l'acqua bollente sottostante. Coprire con un coperchio e lasciare riposare per 10 minuti circa. Il cioccolato deve sciogliersi molto lentamente e soltanto con il vapore caldo dell'acqua, ma senza entrare in contatto con fonti di calore che ne modifichino troppo velocemente la temperatura. Togliere il coperchio e mescolare con un cucchiaio di legno. Il cioccolato dovrebbe risultare ben sciolto. Far raffreddare il cioccolato fuso e ricoprire gli stampi a forma d'uovo (all'interno o all'esterno, come si preferisce), aiutandosi con il cucchiaio per distribuirlo omogeneamente. Mettete in frigo con la parte arrotondata rivolta verso l'alto in modo che si indurisca. Ripetete l'operazione spalmando gli stampi di un altro strato e facendo raffreddare per altre due volte. Questo serve a rendere l'uovo più spesso perché non si rompa, ma si può anche alternare dei cioccolati diversi, ad esempio: fondente, bianco e fondente.  Una volta che il cioccolato è ben freddo (dopo circa una mezz'ora), staccare l'uovo dagli stampi, facendo attenzione a non romperlo. Questa operazione risulta più facile con stampi di plastica semirigidi. Per unire le due metà pareggiate i bordi dell'uovo con un coltello e quindi appoggiateli ad una teglia fatta precedentemente scaldare in forno, in modo da farli sciogliere leggermente, poi pressateli tra di loro. Il cioccolato sciolto solidificandosi farà da colla.  Prima di unire le due parti dell'uovo potete mettere al suo interno un vostro piccolo regalo personalizzato o un bigliettino. L'esterno può essere decorato con fiorellini di glassa di zucchero.

giovedì 9 aprile 2009

Ricette per la Pasqua e la Pasquetta

Sul blog "Butta la Pasta" sono presentate diverse ricette per far contenti tutti i palati. Il blog propone per la Pasqua diverse ricette regionali tradizionali.
 
Primi Piatti
Lasagne verdi alla bolognese (cucina emiliana)
 
Secondi Piatti
Il Brasato al Barolo (cucina piemontese)
Il Brodetto in bianco di Portorecanati (cucina marchigiana)
La Capra alla neretese (cucina abruzzese)
L’Agnello alla cacciatora (cucina laziale)
 
Insalate
L’insalata buona Pasqua (cucina molisana)
 
Torte Salate
La Focaccia alla marinara (cucina marchigiana)
La Sfogliata con pollo e verdure (cucina lombarda)
La Pizza di Pasqua (cucina umbra)
Il Tortano (cucina campana)
La Torta Pasqualina (cucina ligure)
I Fiadoni (cucina abruzzese)
 
Dolci:
La Pastiera Napoletana (cucina campana)
La Cassata siciliana (cucina siciliana)
Gli Agnellini di marzapane (cucina siciliana)
Le colombelle (cucina veneta)
La Cuzzupa calabrese (cucina calabrese)
La Scarcedda pugliese (cucina pugliese)
La Pagnotta pasquale di Sarsina (cucina romagnola)
La Pinza pasquale alla triestina (cucina triestina)
Le Pitte con niepita (cucina calabrese)
 
La Torta di maccheroni
Il pasticcio di tortellini
Le Crocchette di salmone e gamberetti
I Fagottini alla salsiccia
I panini di Pasquetta
I tramezzini colorati
Le Focaccine alla caprese
I Rotolini di mortadella
Le Pagnottelle ai funghi
La Sfogliata con mele e noci
Nel blog trovate comunque tante altre ricette per il giorno di Pasqua
In ogni caso.... Buon Appetitto

martedì 17 marzo 2009

Scuola di Cucina di leiweb.it

Se volete imparare a cucinare oppure a migliorare le vostre capacità culinarie, nel sito leiweb.it c'è un ottima scuola di cucina. La scuola è organizzata in categorie: Strumenti- coltelli, colini, griglie, pentole, ecc. Preparazioni - La pasta fresca fatta in casa, pizze e torte salate, il pane fatto in casa, pulizia e preparazione delle verdure, la pulizia del pesce, preparazione delle carni bianche, i tagli delle carni bianche, rivestimenti e pastelle per le fritture e Le principali tecniche di taglio delle verdure. Cotture- la pasta, cucina al forno, cucinare il pesce, le fritture leggere, cottura delle carni, le grigliate, ecc. Ricette di base- pane, pizza, sughi, patete, minestre, ecc. Il sito offre anche consigli sulla casa, gli hobby, oroscopo, e tanti altri argomenti. 

martedì 11 novembre 2008

L'estate di San Martino

Oggi è la festa di San Martino. La Festa celebra il Vescovo di Tours (315-397). Secondo la leggenda, Martino ch era un soldato romano, strappò a metà il suo mantello per concederlo ad un uomo intirizzito dal freddo, incontrato sul suo cammino. Si narra che a tale generoso gesto il freddo e la neve per quel giorno si attenuarono e al loro posto fece capolino il sole. Da allora è l'"estate di San Martino. In Sicilia il giorno del Santo entra in corrispondenza al periodo detto della svinatura. Per San Martino, infatti come dice un noto proverbio, “si spilla la botte e si assaggia il vino”. Spesso il Santo è associato al vino, tanto da esser noto per il ruolo di Santo protettore degli ubbriaconi Un altro proverbio recita che per san Martino, "s'ammazza lu porcu e si sazza lu vinu". Infatti, in alcune località della Sicilia si attendono questi giorni di Novembre per sopprimere il maiale, e farne prosciutti, salami, zamponi e salsicce da spruzzare di vino novello appena spillato, durante la cottura. La tradizione prevede un San Martino dei ricchi, che è quello dell'11 Novembre, e uno dei poveri, che per festeggiare attendevano la prima Domenica successiva al giorno 11, forse per ragioni economiche legate alla scadenza della paga settimanale. Il San Martino dei poveri veniva festeggiato a Palermo, con il rito del biscotto di San Martino “abbagnatu nn'u muscatu”, cioè di un particolare biscotto chiamato sammartinello, inzuppato nel vino moscato. Per l'“abbagnatura” si usa utilizzare un vino liquoroso, il “moscato di Pantelleria”, che grazie alla particolare fermentazione presenta un profumo fruttato ed un gusto dolce ed aromatico. Il tipo di biscotto destinato ad essere inzuppato nel moscato è il tipo detto “tricotto” croccante e friabilissimo, e non il “rasco”, che è più morbido e destinato ad essere riempito di crema di ricotta dolce, oppure di conserva e decorato in modo quasi barocco, con glassa di zucchero a riccioli e ghiigori, sormontato da un cioccolattino e fiorellini di pasta reale. Questa è la ricetta per realizzarli: Gli ingredienti per realizzare i tricotti sono, per circa sei persone 500 gr. Di farina, 200 di zucchero, 100 di strutto e 200 lievito. Indispensabili i semi d'anice, poi cannella, sale acqua 1dl, burro. Il procedimento per realizzarli prevede di setacciare la farina a fontana e versare al centro l'acqua tiepida con un pizzico di sale e lo strutto non sciolto. Impastare aggiungendo il lievito e lo zucchero insieme ad un cucchiaio di semi d'anice e un pizzico di cannella. Impastare fino ad ottenere un composto elastico e morbido. Ricavare poi dei bastoncini lunghi circa 6 cm e larghi 4cm, e, con le dita e avvolgerli a spirale dando al rotolino una forma arrotondata. Adagiare i rotolini su una placca imburrata e farli lievitare, 4 ore, coperti in luogo tiepido, finchè non gonfiano sufficientemente Quindi infornarli nel forno preriscaldato a 200° per circa 15 minuti. Sfornarli, farli raffreddare e rimetterli in forno a 160° per altri 15 minuti. Lasciarli raffreddare ancora una volta e rimetterli in forno, con lo sportello semiaperto, a 150° per 10/15 minuti, stando attenti che non diventino troppo scuri. Per ottenere il rasco occorre invece levare i biscotti dal forno quando sono cotti, ma ancora chiari e di sicuro quindi morbidi all'interno. Si taglierà via la parte superiore del rasco per scavare l'interno e poi si farà raffreddare. Si bagneranno poi con poco liquore e si procederà a riempirli di crema di ricotta (ottenuta precedentemente utilizzando lo stesso procedimento dei cannoli- cui si rimanda...), si rimetterà la parte superiore del rasco prima tolta e si spolvererà il tutto di zucchero a velo. Per il sammartinello decorato il procedimento prevede che si scavi invece la parte interna partendo dalla base, lasciando intatta la parte superiore. La cavità ottenuta andrà riempita di conserva di cedro generalmente, si ricoprirà di glassa di zucchero e si decorerà apollosamente con ghirigori di glassa di zucchero a velo e limone, un cioccolatino avvolto nella stagnola e delle striscioline di filo d'argento ed addobbi floreali di pasta reale.
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