venerdì 26 febbraio 2010

Tony Troja colpisce ancora. Stavolta tocca a Diego Cammarata sindaco di Palermo


Good Morning...World!!! Venerdì 26 Febbraio 2010


Paolo Ferrari (Bruxelles, 26 febbraio 1929) è un attore e conduttore televisivo italiano.

Nel 1955 partecipa al varietà radiofonico Rosso e Nero n°2, insieme a Nino Manfredi e Gianni Bonagura. Molto attivo nel doppiaggio cinematografico dalla fine degli anni quaranta, ha doppiato la voce di David Niven in Scala al Paradiso (1948), Franco Citti in Accattone di Pier Paolo Pasolini e quella di Jean-Louis Trintignant nel Il sorpasso di Dino Risi , nei primi anni 70 lavora al ridoppiaggio di alcuni film di Humphrey Bogart doppiati in precedenza da Bruno Persa : Il mistero del falco, Il grande sonno, Agguato ai Tropici. Ha condotto nel 1959 Giallo club. Invito al poliziesco e ha presentato il Festival di Sanremo 1960 assieme a Enza Sampò. Attore di teatro, dagli anni settanta ha partecipato a numerosi sceneggiati e miniserie televisive, fra cui quella dedicata a Nero Wolfe, nel ruolo di Archie Goodwin al fianco di Tino Buazzelli, e Accadde a Lisbona, al fianco di Paolo Stoppa. È stato uno dei protagonisti della fortunata serie televisiva Orgoglio, della quale apparve in tutte e tre le stagioni. In questa produzione riveste il ruolo dell'orgoglioso marchese Giuseppe Obrofari, uno dei personaggi principali e capostipite della famiglia protagonista. Ha fatto parte del cast della soap di Rai Uno Incantesimo 9 e 10 dove ha recitato accanto a Delia Boccardo (Tilly Nardi) nel ruolo di Luciano Mauri. È stato poi protagonista nella parte del "pensionato" del serial televisivo di Raidue: Disokkupati, in quaranta puntate, regia di Franza Di Rosacon Pierfrancesco Loche, Sabrina Impacciatore, Adolfo Margiotta e Stefano Masciarelli del (1997).Nel 2006 ha vinto il Premio Gassman alla carriera.



mercoledì 24 febbraio 2010

Good Morning...World!!! Mercoledì 24 Febbraio 2010




Alain Marie Pascal Prost (Lorette, 24 febbraio 1955) è un ex pilota automobilisticofrancese, vincitore di 51 Gran Premi di Formula 1 e quattro volte campione del Mondo.


Il suo debutto in Formula 1 risale al 1980 su McLaren e la sua attività di pilota nella massima categoria di competizioni su pista è proseguita fino al 1993. Le sue numerose vittorie (mediamente una ogni quattro Gran Premi disputati) lo hanno portato a diventare il pilota più vincente della storia della Formula 1, superando nel 1987 il record di gare vinte appartenuto fino a quel momento a Jackie Stewart. Il primato è stato poi battuto, 14 anni dopo da Michael Schumacher. La sua carriera è stata contrassegnata da molti duelli con altri famosi piloti del tempo, come Niki Lauda, Nigel Mansell, Nelson Piquet e soprattutto Ayrton Senna; piloti che, per alcune stagioni, ha anche avuto come compagni di scuderia: in Ferrari è stato al fianco di Mansell e in McLaren prima di Lauda e successivamente di Senna. Dopo il suo ritiro dalla Formula 1, dal 1997 al 2001 è stato costruttore nella massima serie, portando la sua Prost Grand Prix a disputare 83 Gran Premi, senza tuttavia cogliere vittorie. Dal 2003 ha cominciato a gareggiare nel Trofeo Andros, competizione nella quale è diventato campione nel 2007 e 2008. Prost è stato soprannominato "Il professore" per il suo approccio tattico alle gare e per la sua pignoleria maniacale nella messa a punto della monoposto. Il transalpino era, infatti, esperto nell'assetto della sua vettura e tendeva a conservare pneumatici e freni a inizio gara, per sfruttarli meglio in un eventuale duello nelle ultime tornate








Good Night...People!!! Enigma & deep forest-cafe del mar



martedì 23 febbraio 2010

Good Morning...World!!! Martedì 23 Febbraio 2010


Stefania Rotolo (Roma, 23 febbraio 1951 – Roma, 31 luglio 1981) è stata una cantante,conduttrice televisiva e showgirl italiana.

Nel 1964, entra a far parte dei Collettoni di Rita Pavone, nei quali già spiccavano artisti ancora sconosciuti, come Loredana Bertè e Renato Zero (suoi amici cari). Successivamente insieme a loro e ad altri, diventa una delle protagoniste della famosa discoteca romana Piper, dalla quale uscirono famosissimi artisti. Qualche anno dopo verrà notata da Franco Estill, che le propone di unirsi alla sua compagnia di danza, partendo per un tour in Messico. La permanenza dovuta al tour, doveva limitarsi a qualche mese, ma nel frattempo, conobbe l'amore della sua vita, un sassofonista brasiliano, Tyrone Harris. Decide così di seguirlo e di convivere presso Rio de Janeiro, dove allo stesso tempo perfezionò le sue doti di ballerina alla nota escola de samba di Joao Gilberto. Nel 1972 dalla relazione con il sassofonista, nacque Federica, che per motivi non del tutto chiari, il padre non volle riconoscere come figlia. Ottenuto un contratto con la Rai si distinse come una delle maggiori protagoniste della scena televisiva di fine anni settanta, conducendo alcuni programmi destinati prevalentemente al pubblico giovanile. Venne ideato un programma che conteneva la stessa atmosfera che si respirava all'interno delle discoteche. Tale programma fu Piccolo Slamnel 1977, in onda sulla Rete Uno, oggi attuale Rai Uno. La conduzione di questo programma venne affidata a Stefania Rotolo e Sammy Barbot, ballerino, cantante e dj di origine caraibica. Entrambi incisero anche la sigla del programma dal titolo omonimo. La trasmissione ebbe un forte successo tanto che vennero raddoppiate le dodici puntate inizialmente previste, poi ne venne programmata una seconda stagione, nella quale venne incisa una nuova sigla dal titolo Go che si rivelò uno dei maggiori successi di Stefania.La consacrazione definitiva della showgirl avvenne tuttavia con un'altra trasmissione serale di grande successo, Tilt, condotta sulla Rai nel1979 e diretta dal regista spagnolo Valerio Lazarov. Al suo fianco, il comico Gianfranco D'Angelo. La trasmissione si rivolgeva ad una fascia d'ascolto varia; oltre alle atmosfere dance per i giovani era previsto uno spazio dedicato ai bambini, quello della Baby music, dove Stefania ballava sulle note delle sigle dei cartoni animati più in voga del periodo, accompagnata da Enzo Paolo Turchi. Uno dei brani di questo periodo, che ebbe un notevole successo fu Marameo. La sigla finale di Tilt fu Cocktail d'amore composta da Cristiano Malgioglio che diventò il suo più grande successo discografico e che la pose all'attenzione della critica. Da questo momento l'artista iniziò ad accusare i sintomi di un tumore uterino molto serio, in seguito alla quale dovette subire un intervento chirurgico che la tenne lontana dalla tv. La malattia, la costrinse ad un forzato riposo. Proprio durante il riposo, la Rai le propose di interpretare la parte di Peter Pan in un musical al fianco di Vittorio Gassman che la rese felicissima. Il tumore era però giunto a uno stadio molto avanzato e non le lasciò scampo. Mentre era ricoverata a Villa Verde, succursale della clinica ginecologica dell'ospedale romano San Filippo Neri, fu colta da una grave crisi. Stefania Rotolo morì la mattina di venerdì 31 luglio 1981 lasciando sgomenti i suoi moltissimi ammiratori di tutte le età, così affezionati al suo sorriso e alla sua gioia di vivere. Il suo corpo è stato tumulato a Roma nel Cimitero di Prima Porta.Dal 1984, le è stato intitolato Il premio Stefania Rotolo, che viene assegnato ai più prestigiosi ballerini. Dopo la dolorosa morte di Stefania, nel 1981, il suo più grande amico, Renato Zero, le dedicò un brano, scritto dallo stesso Zero insieme a Marcello Mancini, dal titolo Ciao Stefania. Nel 2001 la canzone Cocktail d'amore viene inserita nella colonna sonora de Le fate ignoranti, film di Ferzan Ozpetek. La cantante Jasmine, che ha partecipato al Festival di Sanremo 2007, è sua figlia Federica, nata nel 1972.



lunedì 22 febbraio 2010

Good Morning...World!!! Lunedì 22 Febbraio 2010


Andreas Nikolaus Lauda (Vienna, 22 febbraio 1949) è un ex pilota automobilistico austriaco di Formula 1, successivamente uomo d'affari e fondatore delle compagnie aeree Lauda Air e Niki, e dirigente sportivo. Vincitore di 25 Gran Premi è stato tre volte campione del mondo nel 1975, 1977 e 1984.

Lauda ha avuto una carriera sportiva di grandissimo livello, guidando in Formula 1 per laMarch, la BRM, per la Ferrari, per la Brabham e, infine, per laMcLaren. Insieme a piloti qualiFangio, Moss, Clark, Stewart, Prost, Senna e Schumacher, può essere indubbiamente considerato un fuoriclasse della Formula 1. Nel 1975 la velocità di Niki, unita alla competitività della Ferrari 312T, rappresentarono un binomio quasi invincibile, che conquistò il titolo mondiale nella gara di Monza. Lastagione successiva pareva avviarsi ad essere la naturale evoluzione della precedente, con una sequenza di vittorie e piazzamenti che sembravano lasciare pochi dubbi sull'esito finale del campionato. Il 1 agosto 1976, però, durante il Gran Premio di Germania, corso sul pericoloso circuito del Nürburgring, Lauda ebbe un gravissimo incidente, rimanendo intrappolato nella vettura in fiamme. Grazie al coraggio dei colleghiBrett Lunger, Guy Edwards e Arturo Merzario, riuscì a salvarsi, anche se le sue condizioni rimasero gravissime per diverso tempo, non tanto per le pur gravi ustioni subite dal pilota (ancora oggi il suo volto risulta sfigurato), quanto per aver inalato i velenosi fumi della benzina. Lauda, mostrando grandissimo coraggio, tornò al volante dopo solo 40 giorni dall'incidente, al Gran Premio di Italia. Seppur martoriato dalle ferite, alcune addirittura ancora sanguinanti, Niki giunse 4° in gara, raccogliendo punti importanti per la lotta per il titolo. Il duello con Hunt proseguì fino all'ultima gara, il Gran Premio del Giappone sul circuito del Fuji. La gara venne corsa sotto una pioggia torrenziale, e Lauda, nel corso del secondo giro, preferì fermarsi ai box e ritirarsi per la pericolosità delle condizioni. Hunt proseguì ed ottenne il piazzamento necessario a vincere il titolo, con un punto soltanto di vantaggio sul ferrarista. Il comportamento di Lauda, peraltro comprensibile visto quanto successo poco tempo prima, gli attirò grosse critiche da parte della stampa italiana e da parte della Ferrari, cosa che compromise il rapporto fino a quel momento ottimale. Nel 1982 ritornò alle competizioni con la McLaren, tornando alla vittoria già dopo poche gare. Dopo aver contribuito alla fase di sviluppo del motore TAG-Porsche per la McLaren, nel 1984 conquistò il titolo mondiale contro il compagno di squadra Alain Prost, battuto a fine stagione per solo mezzo punto. La stagione successiva lo vide vittima di una serie di inconvenienti tecnici che lo convinsero ad annunciare il suo ritiro per fine stagione, già durante il Gran Premio d'Austria. Prima del definitivo ritiro, vinse comunque il Gran Premio d'Olanda. Dopo il ritiro dalle competizioni attive, oltre ad occuparsi della propria compagnia aerea, ha svolto la professione di commentatore televisivo per emittenti di lingua tedesca, ed è stato consulente di diverse squadre, tra cui Ferrari e Jaguar, per quanto riguarda problemi organizzativi e gestione della squadra.



venerdì 19 febbraio 2010

Good Morning...World!!! Venerdì 19 Febbraio 2010



"Come si fa a rimanere semplici dopo avere avuto tanto successo?", "Ci si nasce. Il successo è solo una cassa amplificatrice. Se eri imbecille prima di avere successo diventi imbecillissimo, se eri umano diventi umanissimo. Il successo è la lente d'ingrandimento per capire com'eri prima".

Massimo Troisi (San Giorgio a Cremano, 19 febbraio 1953 – Roma, 4 giugno 1994) è stato un attore,regista e sceneggiatore italiano. Candidato all'Oscar al miglior attore e all'Oscar alla migliore sceneggiatura non originale per il film Il postino.

Ha saputo esplorare le tradizioni napoletane seguendo le orme linguistiche ed artistiche di Eduardo De Filippo e Totò, ma rinnovandole con contenuti e capacità recitative del tutto originali. Scompare prematuramente, a quarantuno anni, per un fatale attacco cardiaco, conseguente a febbri reumatiche di cui soffriva sin dall'età di dodici anni. Alla sua figura e alla sua recitazione è legata una quasi ingenua spontaneità di espressione, mostrata sempre davanti la macchina da presa e in altre situazioni pubbliche. Ad un anno dalla sua morte, a San Giorgio a Cremano è stato istituito un premio in sua memoria, il Premio Massimo Troisi, e gli è stato dedicato un museo. Mentre studia per conseguire il diploma di geometra all'Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri "Eugenio Pantaleo" di Torre del Greco (che otterrà nel 1977), scrive poesie per diletto ispirandosi a Pasolini, il suo autore preferito, e inizia a recitare, dal 1969, nel teatro parrocchiale dellaChiesa di Sant'Anna insieme ad alcuni amici d'infanzia (tra cui Lello Arena, Nico Mucci, Valeria Pezza), con i quali passa parecchio tempo a giocare a pallone. Nel 1972 il gruppo si stabilisce all'interno di un garage nella città natale di Troisi, si chiama Centro Teatro Spazio e inizia con recite pulcinellesche tipiche della tradizione teatrale napoletana. Due anni dopo entra nel gruppo il chitarrista Vincenzo Purcaro, che assume il nome d'arte Enzo Decaro. Nel 1976 il trio composto da Massimo Troisi-Lello Arena-Enzo Decaro viene chiamato I Saraceni, l'anno seguente diventaLa Smorfia. In teatro ottengono subito successo, dapprima a livello locale, poi anche nazionale (approdano al cabaret romano La Chanson e in locali del Nord Italia). La radio rende famoso il terzetto nella trasmissione Cordialmente insieme dove propongono i famosi sketch dell'Arca di Noè,Annunciazione, Soldati, San Gennaro e tanti altri. La celebrità arriva con le trasmissioni televisive Non Stop (1977) - sarà qui che stringerà due amicizie fondamentali e durature: quella con Marco Messeri e l'altra con Anna Pavignano - La Sberla (1978) e Luna Park (1979) diretti dai registi televisivi Enzo Trapani ed Eros Macchi. L'ultimo spettacolo teatrale del trio è Così è (se vi piace), citazione del Così è (se vi pare) di Luigi Pirandello. Troisi diventa il leader del trio, proiettato al ruolo di nuovo interprete della tradizione partenopea. Con la sua gestualità e mimica facciale e col suo linguaggio farfugliante e afasico, a tratti quasi incomprensibile - che ricorda certi monologhi interminabili di Eduardo De Filippo - esprime un'ironica critica nei confronti dei vecchi stilemi napoletani e dei luoghi comuni della società. Il primo film, di cui Troisi è regista, sceneggiatore e attore protagonista è Ricomincio da tre. Nel film la napoletanità è presente soprattutto nei riti familiari, nelle scaramanzie e nell'inerzia di un mondo immutato e immutabile, al quale il protagonista reagisce cercando nuovi stimoli con un viaggio a Firenze dove, seguito da un amico invadente e fastidioso (Lello Arena), Gaetano (Troisi) conosce Marta, una ragazza presso cui trova ospitalità e con la quale avvia una relazione sentimentale. Ricomincio da tre ottiene due Nastri d'Argento (miglior regista esordiente e miglior soggetto) e due David di Donatello (miglior film e miglior attore) e si piazza al secondo posto nella classifica della stagione cinematografica 1980-1981. Un cinema della capitale lo tenne in cartellone per più di un anno. Di particolare effetto è la colonna sonora composta da Pino Daniele. Altro grande successo di pubblico (ma non di critica) lo ottiene nel 1984 con Non ci resta che piangere, unico film a fianco di Roberto Benigni, da lui molto lontano per lingua e gestualità. Il film - basato su una trama elementare - è ricco di citazioni storiche e rimane comunque nell'immaginario collettivo per le invenzioni e le gag di Troisi e Benigni. Mario (Troisi) e Saverio (Benigni), trovato chiuso un passaggio a livello, passano la notte in una locanda, ma la mattina scoprono di essersi risvegliati a "Frittole", nel 1492. Devono adeguarsi alla vita dell'epoca pur sperando di rientrare nel loro mondo. Fra le tante gag è da menzionare la scena della scrittura di una lettera a Girolamo Savonarola, chiara citazione dell'analoga scena interpretata da Totò e Peppino De Filippo in Totò, Peppino e... la malafemmina. All'inizio del 1994 Troisi, recatosi ancora una volta negli Stati Uniti per dei controlli cardiaci, apprende che deve sottoporsi con urgenza a un nuovo intervento chirurgico, ma decide di non rimandare le riprese del suo nuovo film[3]: Il postino (1994), girato a Procida e Salina[4] e diretto da Michael Radford, liberamente tratto dal romanzo Il postino di Neruda di Antonio Skármeta, che tratta dell'amicizia tra un umile portalettere e Pablo Neruda (Philippe Noiret) durante l'esilio del poeta cileno in Italia. Troisi riesce a terminare il grande capolavoro cinematografico con enorme fatica e con il cuore stremato, facendosi sostituire in alcune scene da una controfigura. Troisi muore nel sonno, nella casa della sorella Annamaria, a Ostia, per attacco cardiaco, il 4 giugno 1994, 12 ore dopo aver terminato le riprese de Il Postino e lascia un vuoto incolmabile nella cinematografia italiana[6]. Amici e conoscenti, nel citarlo più e più volte, hanno sempre messo in luce l'intelligenza, l'esclusività di un personaggio, che pur nella sua indolenza, nel suo modo di esprimere la napoletanità, è sempre rimasto naturalmente umano. 





Se volete leggervi la lettera a Savonarola leggete quest'altro articolo

martedì 16 febbraio 2010

Good Morning...World!!! Martedì 16 Febbraio 2010


Valentino Rossi (Urbino, 16 febbraio 1979) è un motociclista italiano, nove volte campione del mondo in varie classi del Motomondiale.

È l'unico pilota, nella storia del motociclismo, ad aver vinto il titolo mondiale in 4 classi differenti: 125 (1), 250 (1), 500 (1) e MotoGP (6). Rossi detiene il record assoluto di gran premi disputati consecutivamente. All'inizio della carriera veniva soprannominato Rossifumi, perché simpatizzante del pilota giapponese Norifumi Abe. Rossi ha sempre usato il numero 46 per la sua moto, nonostante abbia avuto più volte la possibilità di usare il numero 1 in quanto campione in carica; il 46 è stato precedentemente utilizzato nel motomondiale dal padre, ex pilota. Rossi gode di grande popolarità tra gli appassionati di motociclismo e tra i giornalisti per il suo carattere estroverso. Famose sono le sue trovate per festeggiare le vittorie assieme ai membri del fan club, che lo accompagnano nelle gare del mondiale (un gruppetto di amici "storici", ai quali Rossi stesso paga metà del costo della trasferta per seguirlo). Appassionato di automobili da corsa, sempre più spesso negli ultimi anni si è parlato della possibilità di un suo passaggio alla Formula 1 con la Ferrari, con la quale ha effettuato diversi test sulle piste di Fiorano e del Mugello: Michael Schumacher lo ha elogiato, dicendo che potrebbe fare tranquillamente il pilota di F1. Nel 2006 ha sfidato Fernando Alonso in una gara a somma di tempi in MotoGP, F1 e Rally, sul circuito di Barcellona, l'unico al mondo dove si svolgono tutte e tre le gare, dopo che il pilota spagnolo aveva minimizzato i risultati del pesarese ottenuti nella sessione di prove sulla Ferrari a Valencia. Valentino è tifoso del club calcistico dell'Inter e nel 2008, in occasione dell'8° titolo iridato, la società milanese si è congratulata con un messaggio sul proprio sito internet. Nel 2001 vince, unico pilota italiano ad averlo fatto, la 8 ore di Suzuka, prova più importante del Mondiale Endurance (in coppia con Colin Edwards). Nel 2002 ha ricevuto delle minacce da un movimento anarchico italo-spagnolo (che in quei giorni aveva inviato pacchi bomba contro importanti obiettivi iberici tra i 2 paesi) perché "reo" di avere stampato, su moto e tuta, il nome dell'azienda petrolifera Repsol (con cui ha girato uno spot in Spagna per essa). Il 31 maggio 2005 ha ricevuto una laurea magistrale honoris causa in Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni. CPO dall'Università degli Studi di Urbino "Carlo Bo". Alla fine del 2005, la Mondadori ha pubblicato Pensa se non ci avessi provato, autobiografia del pilota, scritta con il giornalista Enrico Borghi. Nel 2006 è stato eletto vincitore nella categoria "Spirito sportivo" dei Laureus World Sports Awards. Nel 2007 è uscito in DVD il video fumetto realizzato insieme a Milo Manara, dal titolo Quarantasei, in cui lui doppia se stesso. Il 18 maggio 2008 Rossi ha ricevuto le congratulazioni di Angel Nieto per aver eguagliato il numero di gran premi vinti (90) dal campione spagnolo. Il 22 giugno 2008 Valentino ha corso a Donington Park il suo 200° Gran Premio, giungendo secondo alle spalle di Casey Stoner; sullo stesso circuito, nel 2002, Rossi aveva raggiunto il traguardo dei 100 GP e, curiosamente, la vittoria numero 46. Il 14 giugno 2009 Rossi ha ottenuto un'incredibile vittoria a Barcellona contro Jorge Lorenzo, sorpassandolo all'ultima curva, un tratto di circuito in cui sempre era stato dichiarato impossibile ogni sorpasso. Dopo molti anni si torna ad avere una classifica mondiale che vede tre piloti primi a pari punti dopo aver disputato già sei gare. Il 27 giugno 2009 sul circuito di Assen (Olanda) Valentino Rossi ha conquistato la sua vittoria numero 100. La stampa sportiva ha erroneamente annunciato che il 19 luglio 2009, sul circuito del Sachsenring, Valentino Rossi ha eguagliato il record assoluto di Giacomo Agostini, conquistando il podio numero 159 della sua carriera. Tale equivoco scaturisce dal mancato computo dei risultati ottenuti dal campione bergamasco nella Formula 750 che, dal 1977 al 1979, era compresa nelle classi del Motomondiale. Su 190 Gran Premi disputati, Agostini ha conquistato 162 podi e 123 vittorie. Rossi ha poi conquistato il 163° podio, alla 223ª gara disputata, arrivando 3º nel Gran Premio motociclistico della Malesia 2009. Il 25 ottobre 2009, dopo la conquista del suo nono titolo mondiale, Rossi ha eguagliato Carlo Ubbiali e Mike Hailwood, conseguendo un numero di titoli mondiali inferiore solo a Angel Nieto e Giacomo Agostini.



lunedì 15 febbraio 2010

Good Morning...World!!! Lunedì 15 Febbraio 2010



« La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l'universo), ma non si può intendere se prima non s'impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri, ne' quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezzi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto. »


(Galileo Galilei, Il Saggiatore, Cap. VI)


Galileo Galilei (Pisa, 15 febbraio 1564 – Arcetri, 8 gennaio 1642) è stato un fisico, filosofo,astronomo e matematico italiano, padre della scienza moderna.

Il suo nome è associato ad importanti contributi in dinamica e in astronomia - fra cui il perfezionamento del telescopio, che gli permise importanti osservazioni astronomiche- e all'introduzione del metodo scientifico (detto spesso metodo galileiano). Di primaria importanza furono il suo ruolo nella rivoluzione astronomica e il suo sostegno al sistema eliocentrico e alle teorie copernicane. Accusato di voler sovvertire la filosofia naturale aristotelica e le Sacre Scritture, Galileo fu per questo condannato come eretico dalla Chiesa cattolica e costretto, il 22 giugno 1633, all'abiura delle sue concezioni astronomiche, nonché a trascorrere il resto della sua vita in isolamento. Galilei venne tumulato nella Basilica di Santa Croce a Firenze insieme agli altri grandi fiorentini come Machiavelli e Michelangelo ma non fu possibile innalzargli l'«augusto e suntuoso deposito» desiderato dai discepoli, perché il 25 gennaio il nipote di Urbano VIII, il cardinale Francesco Barberini, scrisse all'inquisitore di Firenze Giovanni Muzzarelli di «far passare all'orecchie del Gran Duca che non è bene frabricare mausolei al cadavero di colui che è stato penitentiato nel Tribunale della Santa Inquisitione, ed è morto mentre durava la penitenza. La Chiesa mantenne la sorveglianza anche nei confronti degli allievi di Galileo: quando questi diedero vita all' Accademia del Cimento, essa intervenne presso il Granduca e l'Accademia fu sciolta nel 1667. Nel 1757 Giuseppe Baretti, in una sua ricostruzione, avrebbe fatto nascere la leggenda di un Galilei che una volta alzatosi in piedi, colpì la terra e mormorò: "E pur si muove!". Tale frase non è contenuta in alcun documento contemporaneo, ma nel tempo fu ritenuta veritiera, probabilmente per il suo valore suggestivo, a tal punto che Berthold Brecht la riporta in "Vita di Galileo", opera teatrale dedicata allo scienziato pisano alla quale egli si dedicò a lungo. Nel corso dei secoli che seguirono la Chiesa modificò la propria posizione nei confronti di Galilei: nel 1734 il Sant'Uffizio concesse l'erezione di un mausoleo in suo onore nella chiesa di Santa Croce in Firenze; Benedetto XIV nel 1757 tolse dall'Indice i libri che insegnavano il moto della Terra, con ciò ufficializzando quanto già di fatto aveva fatto papa Alessandro VII nel 1664 con il ritiro del Decreto del 1616. La definitiva autorizzazione all'insegnamento del moto della Terra e dell'immobilità del Sole arrivò con un decreto della Sacra Congregazione dell'inquisizione approvato da Papa Pio VII il 25 settembre 1822. Nel 1968 papa Paolo VI fece avviare la revisione del processo. 



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