mercoledì 28 gennaio 2009

A letto dopo Carosello....

Carosello è andato in onda sul primo canale RAI dal 3 febbraio 1957 al 1° gennaio 1977. Veniva trasmesso quotidianamente dalle 20:50 alle 21:00 I messaggi pubblicitari duravano in media 135 secondi. Carosello rimase per molti anni fra le trasmissioni televisive più amate, venendo a rappresentare un tipico appuntamento della famiglia italiana, tanto che ancora oggi la frase "a letto dopo Carosello" è rimasta parte del linguaggio parlato. Nel giorno di Capodanno del 1977 ne fu annunciata la chiusura, con un annuncio di commiato di Raffaella Carrà che reclamizzava un famoso brandy. I motivi per cui la trasmissione fu interrotta sono probabilmente vari. Il mercato italiano della pubblicità si stava trasformando, divenendo più moderno e dinamico, e i produttori stavano diventando insofferenti verso i limiti di tempo imposti da questo modo di reclamizzare i propri prodotti; anche il pubblico stava cambiando, e la televisione basata su presupposti pedagogici perdeva presa. Le ditte minori che non potevano permettersi i costi di Carosello avevano iniziato a far sentire la loro voce. Infine, i prodotti del mercato internazionale avevano bisogno di un'immagine standard nei diversi paesi e mal sopportavano di dover costruire spot legati particolarmente al contesto italiano.

Sta di fatto che Carosello è ricordato da tutti i bambini di allora che sono Adulti oggi. E molte frasi di questi spot sono rimasti come modi di dire. Capitano lo possiamo torturare? 

Prima sigla di Carosello del 3/2/1957

Sigla Carosello del 1974

Cera Grey - I Brutos

Carne montana -gringo- 1966

Miralanza- Calimero pulcino nero

Caffè Paulista

Sorriso Durban's - Agostino fotoreporter

Salomone, pirata pacioccone

Bertolli - Maria Rosa Capricciosa

Ultimo Carosello - 1 Gennaio 1977 

Scoperta l'immortalità ma....

L'anno scorso è stata scoperta una piccola medusa, la Turritopsis nutricula, che ha una particolarità. Una volta raggiunta la maturità sessuale e dopo essersi riprodotta, non muore, a differenza di tutti gli altri organismi similari. Questa speciale medusa, invece, scende sul fondo e si ritrasforma nello stadio giovanile da cui era stata generata, ossia quella di un polipo, e in seguito nuovamente quella di medusa. Un processo che in sostanza può definirsi «infinito». Tale sconvolgente scoperta, che rischia di diventare una delle più importanti e dense di conseguenza per l'umanità, è stata fatta da due scienziati italiani: il professor Ferdinando Boero , docente di zoologia e biologia marina presso l'Università degli Studi di Lecce, in collaborazione con Stefano Piraino dell'Istituto Talassografico CNR ''A.Cerruti'' di Taranto. Il ringiovanimento della medusa è reso possibile, a livello cellulare, a causa di un fenomeno altrettanto straordinario conosciuto come «transdifferenziamento». L'ovvia e inevitabile conseguenza è una proliferazione di questa creatura dei mari. L'invasione silenziosa. Questi predatori del mare, originariamente presenti nelle acque calde dei Carabi, si stanno diffondendo velocemente in tutti gli oceani, aiutati anche da «passaggi» inconsapevolmente offerti dalle navi. Non ci resta che sperare in un aumento delle tartarughe marine e dei pesci palla che sono i predatori delle meduse. A proposito dl pesce palla non lo mangiate. La carne contiene un veleno molto potente. (Vive nei mari tropicali).

La Fobia di avere delle fobie

Cosa è una fobia? Da Wikipedia: La fobia è una manifestazione psicopatologica riguardante a stati dell'io non pienamente inserito con l'ambiente che lo circonda. Il sintomo principale di questo disturbo è l'irrefrenabile desiderio di evitare l'oggetto che incute timore. Pur essendo spesso legata, apparentemente, a un oggetto o una situazione concreta, il contenuto psicologico che è alla base della fobia non coincide con quell'oggetto, che svolge semplicemente il ruolo di motivazione occasionale della crisi fobica. Il fobico tende a fuggire da quelle rappresentazioni che creano in lui un senso di angoscia; questo significa che sposta inconsciamente su oggetti esterni e su situazioni fobizzate, caricati simbolicamente di valenze negative, le sue preoccupanti relazioni con elementi interni che, in questo modo, vengono rifiutati. L'individuo fobico non può sottrarsi volontariamente alla sua paura, sebbene il suo insight sia sufficientemente buono da rendersi conto dell'irrazionalità e della sproporzionalità di questo vissuto, che permane per un determinato periodo di tempo e determina un disadattamento del soggetto al suo ambiente. Ci siete? Bene. Allora guardate questa piccola lista di fobie che esistono e sono state riconosciute. Credo che non esista al mondo un individuo che non ne abbia almeno una. Alcune potrebbero anche far sorridere. Ma le fobie sono fastiose ed in alcuni casi pericolose. Nel blog qualche mese fa ho parlato della fobia del clown. Un articolo abbastanza interessante che troverete a questo link.
Per adesso eccovi a voi la lista delle paure dell'uomo: Acarofobia: timore di avere prurito; degli insetti che causano prurito. Acatartofobia: avversione per lo sporco e per la polvere. Acluofobia: paura dell’oscurità. Acrofobia: paura dell’altezza e dei luoghi alti. Acusticofobia: paura dei rumori. Aeroacrofobia: paura di posti alti e aperti. Aerofobia: insofferenza del contatto della pelle con l’aria. Aeronausifobia: timore di vomitare a causa del mal d’aria. Afefobia: paura del contatto, di esser toccati. Algofobia: paura del dolore fisico. Agorafobia: paura degli spazi aperti o dei luoghi affollati (da agorà, piazza). Agrizoofobia: paura degli animali selvatici. Agyrofobia: paura delle strade o di attraversare le strade. Aicmofobia: paura degli oggetti acuminati e taglienti. Ailurofobia: paura dei gatti. Alectorofobia: paura dei polli. Alliumfobia: avversione per l’aglio. Amartofobia: paura di sbagliare o peccare. Amatofobia: paura della polvere. Amaxofobia: paura di guidare un’automobile. Ambulofobia: paura di camminare. Amnesifobia: paura di soffrire di amnesia. Amycofobia: paura dei graffi o di essere graffiato. Anablefobia: paura di guardare in alto. Anchilofobia: paura dell’immobilità di un’articolazione. Androfobia: paura, avversione, antipatia per gli uomini (maschi). Anemofobia o ancraofobia: paura del vento, delle correnti d’aria. Anginofobia: paura di soffocare. Antlofobia: paura delle inondazioni. Antropofobia: paura della gente e dei contatti sociali (dal greco “anthropos”, uomo). Apifobia: paura delle api. Aracnofobia o aracnefobia: paura dei ragni. Arsonfobia: vedi pirofobia. Asimmetrofobia: idiosincrasia per le cose non simmetriche. Astrafobia: paura dei tuoni e dei fulmini. Ataxofobia: paura dell’atassia (scoordinamento dei muscoli). Athazagorafobia: paura di essere dimenticati o ignorati, o di dimenticare. Atefobia: paura delle rovine. Atelofobia: avversione per l’imperfezione. Atomosofobia: paura delle esplosioni atomiche. Atychifobia: paura di fallire. Aurofobia: avversione per l’oro. Aurorafobia: paura dell’aurora. Autofobia: paura di essere soli o paura di se stessi. Autodismorfofobia: paura di essere sgradevoli, brutti, deformi. Automatonofobia: avversione per ciò che è fatto ad imitazione di un essere umano (burattini, bambole, statue di cera, spaventapasseri) Automisofobia: timore di essere sporchi. Aviofobia o aviatofobia: paura di volare (paura degli aerei) Bacillofobia: paura dei microbi. Bacteriofobia: paura dei batteri. Barofobia: paura della gravità (del peso). Basifobia o Basofobia: paura di cadere (se si sta in piedi o si cammina). Batofobia: paura della profondità e delle altezze. Batracofobia: idiosincrasia per le rane e degli anfibi. Belonefobia: vedi aicmofobia. Biofobia: paura della convivenza con esseri umani o animali. Blennofobia: paura o disgusto per le cose viscide. Bromidrofobia’ o bromidrosifobia: avversione per gli odori corporei. Brontofobia: paura dei tuoni. Bufonofobia: avversione, disgusto per i rospi. Cacofobia: paura della bruttezza. Cainofobia o cainotofobia o cenofobia o cenotofobia: paura di cose o idee nuove. Calliginefobia: paura, antipatia, difficoltà a rapportarsi con donne belle. Cancerofobia o carcinofobia o carcinomafobia: paura di ammalarsi di cancro Cardiofobia: paura del cuore o delle malattie del cuore. Catagelofobia: paura, timore di essere ridicolizzati e presi in giro. Catapedafobia: paura di saltare. Catisofobia: paura di sedersi. Ceraunofobia: paura dei tuoni. Chaetofobia: paura dei capelli. Cheimafobia o Cheimatofobia: paura del freddo. Chemofobia: paura delle sostanze chimiche. Chiraptofobia: paura di essere toccati. Chorofobia: avversione per il ballo. Cibofobia: paura del cibo. Ciclofobia: paura, avversione per le biciclette. Cimofobia: paura, avversione per le onde del mare. Cinetofobia: paura del movimento. Cinofobia: timore verso i cani (di essere morsi). Claustrofobia: paura, fobia degli spazi chiusi. Cleisiofobia o cleithrofobia: paura di essere rinchiusi in un luogo. Cleptofobia: paura di rubare Climacofobia: timore delle scale a chiocciola o di cadere dalle scale. Clinofobia: paura di andare a letto. Cnidofobia: paura degli spaghi. Coimetrofobia: avversione, paura dei cimiteri. Coitofobia: paura dell’atto sessuale. Colerofobia: paura della rabbia (di provare rabbia). Cometofobia: paura delle comete. Contreltofobia: paura di essere stuprati. Coprastasofobia: paura della costipazione. Coprofobia: paura delle feci. Coproasfissiofobia: paura di essere soffocati dalle feci. Coulrofobia: paura, dei clown malvagi. Counterfobia: il piacere di un fobico nel ricercare situazioni che lo spaventano. Crematofobia o chrometofobia:: idioincrasia per il denaro Cremnofobia: paura dei precipizi. Criofobia: paura del freddo, del gelo, del ghiaccio. Cristallofobia: avversione, paura del vetro, dei cristalli. Cromatofobia o cromofobia: paura dei colori. Cronofobia: paura del tempo (da cronos = “tempo”). Cronometrofobia: idiosincrasia per gli orologi. Cyberfobia: paura, avversione dei computer o di lavorare al computer. Cymofobia: paura delle onde o di movimenti ondeggianti. Cyprifobia (o cyprianofobia, cypridofobia, cyprinofobia): paura delle prostitute o delle malattie veneree.  Daemonofobia o demonofobia: paura dei demoni Decidofobia: paura di prendere decisioni. Defecaloesiofobia: paura di una defecazione dolorosa. Deipnofobia: paura di cenare o di conversare a cena. Dementofobia: paura della follia. Demofobia: paura della folla Dendrofobia: paura degli alberi. Dentofobia: paura dei dentisti. Dermatofobia o dermatopatofobia o dermatosiofobia: paura delle lesioni o delle malattie alla pelle. Dextrofobia: paura degli oggetti alla destra del corpo. Didascaleinofobia: paura di andare a scuola. Dichefobia: paura della giustizia, dei giudici o dei processi. Dinofobia: paura delle vertigini o dei vortici. Diplofobia: paura di vedere doppio o delle cose doppie. Dipsofobia: paura di bere. Disabiliofobia: paura di spogliarsi di fronte a qualcuno. Dismorfofobia o quasimodofobia o bellopedefobia: paura di essere o apparire deformi. Domatofobia: paura delle case, di trovarsi in casa o nei dintorni di casa. Dorafobia: paura del pelo o della pelle degli animali. Dromofobia: paura dei mezzi di locomozione (treni). Dystychifobia: paura degli incidenti.  Ecclesiofobia: paura delle chiese. Ecofobia: paura di restare soli in casa. Edonofobia: paura di provare piacere fisico. Efebofobia: paura dei imberbi. Eisoptrofobia: paura degli specchi. Elasmofobia: paura degli squali. Electrofobia: paura dell’elettricità. Eleuterofobia: paura della libertà. Eliofobia: paura del Sole. Elurofobia: vedi ailurofobia. Ematofobia: vedi emofobia. Emetofobia: paura di vomitare. Emofobia: paura del sangue. Elmintofobia: paura dei vermi o di esserne infestati. Enetofobia: paura degli spilli. Enissofobia o enosiofobia: paura di aver commesso un peccato imperdonabile o di ricevere critiche. Enofobia: paura del vino. Enochlofobia: paura della folla. Entomofobia: avversione, ripulsa, paura degli insetti. Eosofobia: paura dell’alba. Epistaxiofobia: paura delle emorragie dal naso. Epistemofobia: paura della conoscenza. Equinofobia: paura dei cavalli. Eremofobia: paura di essere sé stessi o della solitudine. Ereutofobia o eritrofobia: paura del colore rosso, delle luci rosse o di arrossire. Ergasiofobia, : paura di lavorare, di operare (da parte di chirurghi)o timore di agire e provocare esiti disastrosi. Ergofobia: paura del lavoro. Eritrofobia: paura di arrossire Erotofobia: paura dell’amore sessuale o delle questioni sessuali. Erpetofobia: paura dei rettili o degli animali che strisciano. Eterofobia: paura del sesso opposto. Eufobia: paura di sentire buone notizie. Eurotofobia: paura dei genitali femminili.  Fagofobia: paura di mangiare (o di essere mangiati). Falacrofobia: paura delle calvizie. Fallofobia: paura del pene (in erezione). Farmacofobia: paura dei medicinali. Felinofobia: vedi ailurofobia. Filofobia: paura di innamorarsi. Fobofobia: paura di aver paura. Fonofobia: paura dei suoni. Fotofobia: paura della luce Frigofobia: vedi criofobia Iatrofobia: paura dei medici. Idrofobia: paura dell’acqua. Idrofobofobia: paura della rabbia. Igrofobia: paura dell’umidità. Insectofobia: vedi entomofobia. Ipnofobia: paura di dormire. Ippofobia: vedi equinofobia. Italofobia: Paura di tutto ciò che riguarda l’Italia. Ittiofobia: paura dei pesci. Keraunofobia: paura dei tuoni. Laliofobia: paura di parlare. Leprofobia: paura della lebbra Leucofobia: paura del colore bianco. Lilapsofobia: paura delle tempeste. Limnofobia: paura dei laghi. Lisifobia: Timore di lasciare delle questioni in sospeso. Logofobia: paura delle parole (di determinate parole). Maniafobia: paura della malattia mentale Mastigofobia: paura di essere puniti. Megalofobia: paura delle cose grandi. Melanofobia: paura del colore nero. Melissofobia: vedi apifobia. Melofobia: paura della musica. Meningitofobia: paura delle malattie al cervello. Menofobia: paura delle mestruazioni. Metallofobia: paura dei metalli. Micofobia: paura dei funghi. Microbiofobia: vedi bacillofobia. Microfobia: paura delle cose piccole. Mirmecofobia: paura delle formiche. Misofobia: paura di rimanere “contaminati” dal contatto con corpi estranei, più spesso dal contatto umano; ne conseguono numerose precauzioni igieniche da parte del soggetto misofobo. Mnemofobia: paura dei ricordi. Monofobia: paura della solitudine. Monopatofobia: paura di ammalarsi relativa a una singola, determinata malattia. Mottefobia: paura delle falene. Musofobia o murofobia: paura dei topi. Mutandofobia: paura delle mutande. Necrofobia: paura della morte o di corpi morti. Nefofobia: paura delle nuvole. Neofobia: paura delle novità. Nictofobia o noctifobia: paure del buio (della notte). Nosocomefobia: paura degli ospedali. Nosofobia: paura di ammalarsi. Nudofobia: vedi gimnofobia. Obesobofobia: paura di ingrassare. Obofobia: paura dei barboni Odinofobia: vedi algofobia. Odontofobia: vedi dentofobia Ofidiofobia: paura dei serpenti Oicofobia o oikofobia: vedi domatofobia. Ombrofobia: paura della pioggia. Ommetafobia: paura degli occhi. Omofobia: paura, avversione, razzismo verso persone omosessuali, di essere considerato o di diventare omosessuale. Oneirofobia: Paura dei sogni. Ornitofobia: paura degli uccelli. Pagofobia: paura del ghiaccio. Panofobia: paura di tutto. Pantofobia: paura di tutto. Papirofobia: paura della carta. Parassitofobia: paura dei parassiti. Partenofobia: paura delle vergini o delle ragazze giovani. Patofobia: paura delle malattie. Pediculofobia: paura dei pidocchi. Pedofobia: paura dei bambini. Pendofobia: paura degli orologi a pendolo. Peniafobia: paura della povertà. Pharmacofobia: Paura di prendere medicinali. Pirofobia: paura del fuoco. Placofobia: paura delle tombe (lapidi). Plutofobia: paura della ricchezza. Pluviofobia: paura della pioggia. Pnigofobia o Pnigerofobia: Paura di soffocare o essere soffocato. Pocrescofobia: vedi obesofobia. Pogonofobia: paura delle barbe. Polifobia: paura per molte cose (insieme di fobie). Potamofobia: paura dei fiumi (dell’acqua corrente). Radiofobia: paura delle radiazioni, dei raggi X. Rupofobia: paura dello sporco e di ciò che non è igienico, dalla quale spesso deriva l’ossessione a pulire Tacofobia: paura della velocità. Tafofobia: paura di venire sepolti vivi. Talassofobia: paura del mare (di annegare). Tanatofobia: paura ossessiva della morte Taurofobia: paura dei tori. Tecnofobia: paura della tecnologia. Teofobia: paura della religione, di Dio, degli dèi. Termofobia: paura del calore. Tomofobia: paura dei tagli, delle operazioni chirurgiche. Topofobia: paura di determinati luoghi. Toxofobia: paura di essere avvelenati. Traumatofobia: paura di ferirsi. Tricofobia: paura dei capelli. Triscaidecafobia: paura del numero 13. Tropofobia: paura di muoversi (di cambiare luogo). Uranofobia: paura del cielo (del paradiso). Urofobia: paura dell’urina (di urinare,attraverso l’uretra). Vaccinofobia: paura delle vaccinazioni. Venustrafobia: paura delle belle donne. Verbofobia: paura delle parole. Verminofobia: paura dei germi. Xantofobia: paura del colore giallo. Xenoglossofobia: Paura delle lingue straniere Xenofobia: paura, avversione, razzismo verso gli stranieri (degli sconosciuti). Xerofobia: Paura della siccità. Xylofobia: Paura degli oggetti di legno o paura dei boschi.  Zemmifobia: Paura di un grosso topo. Zeusofobia: Paura degli dei. Zoofobia: paura degli animali.

martedì 27 gennaio 2009

Una "hot line" nel mio blog?

A Lucca il menù lo fa il Comune

Il Consiglio Comunale di Lucca ha approvato il nuovo regolamento per bar e ristoranti. In sintesi questo regolamento vieta “l’attivazione di esercizi di somministrazione, la cui attività svolta sia riconducibile ad etnie diverse”. In questo caso diverse dalla Toscana. Nel menu uno dei piatti deve essere "lucchese" e preparato con prodotti della provincia.   Gli arredi devono essere “confacenti al centro storico stesso” e i locali devono essere dotati di “sedie in legno, arredamento elegante e signorile anche nei dettagli”, mentre al personale, che deve essere “fornito di elegante uniforme, adatta agli ambienti nei quali si svolge il servizio”, sarà richiesta “la conoscenza della lingua inglese”. Tra i primi a essere colpiti, ovvio, ci sono i kebabbari, ma di fatto la regola può essere estesa anche alla cucina messicana, indiana o francese.  L'euro era la moneta che, unica per tutti, favoriva scambi commerciali, viaggi ed "integrazione.  La tradizione va difesa ma la "diversità" non può essere ignorata. Un altro caso di autonomia "comunale" che porta a regolamenti discutibili. Sta a vedere che i camerieri assunti in questi locali sono tutti extracomunitari? Speriamo di si.

Per chi ha dimenticato

Una foto per ogni milione di ebrei uccisi. Sono sei foto. Sono sei milioni gli ebrei uccisi. Ed ancora oggi si costituiscono gruppi che si definiscono "Nazi-fascisti". Ed i governi stanno a guardare. La perversione dell'uomo non ha limiti. Ci sarà mai giustizia?

lunedì 26 gennaio 2009

Una partita da ricordare

Paul Leonard Newman (Shaker Heights, 26 gennaio 1925 – Westport, 26 settembre 2008) 

Da "La Stangata" la partita di poker


Un sogno di Pace chiamato Samantha

Tempo fà qualcuno disse che le guerre sono stupide ed inutili. Io mi associo. Ma il mondo non lo sà e quindi si continua a sparare. Come si evita una guerra? Con la cosa più semplice che sia mai stata data ad un uomo. Il dialogo. Detto cosi fa ridere. Eppure nelle cose più semplici troviamo le maggiori verità.  Ne volete una prova? Allora vi racconto una favola.  C'era una volta un Paese molto potente. Sono passati troppi anni e non ne ricordo il nome. Chiamiamolo "Unione Sovietica". In questo paese comandava un uomo potentissimo. Il Segretario del Partito Comunista Sovietico un tal Jurij Andropov.  Ma il mondo è enorme ed esisteva anche un altro grande Paese. Chiamiamolo "Stati Uniti d'America". E qui comandava un certo "Ronald Reagan". Tra i due non c'era sicuramente simpatia. Il mondo era preoccupato. Non passava giorno che nei giornali non si facessero ipotesi di guerre nucleari. Erano ipotesi o sarebbero diventate realtà? Diamo anche una data a questa storia. Poniamola nel 1982. In questo gioco del potere tra grandi Paesi e grandi Uomini, non si sa come, spunta un piccolo personaggio. Forse sfuggito alla penna di qualche scrittore di fantasia. Si tratta di una bambina di appena 10 anni che si chiama Samantha Reed Smith. Questa bambina legge tutto quello che si pubblica in quel periodo sui contrasti Usa-Unione Societica e su tutte le ipotesi che si fanno sullo scoppio di un eventuale conflitto.  Un giorno chiede alla madre «Se la gente ha così tanta paura di lui, perché nessuno gli scrive una lettera per chiedergli se vuole o no una guerra?»  «Perché non tu?» fu la risposta di sua madre. Detto e fatto. Samantha era un tipo determinato. All'età di 5 anni aveva scritto ad una Regina, Elisabetta II d'Inghilterra. Adesso perchè non scrivere ad Andropov?. Ed ecco come per magia la lettera (novembre 1982): Caro Sig. Andropov, Mi chiamo Samantha Smith. E ho dieci anni. Congratulazioni per il vostro nuovo lavoro. Mi sono preoccupata a proposito di una possibile guerra nucleare tra Russia e Stati Uniti. State per votare per avere una guerra o no? Se non volete, ditemi per favore come farete per evitare che ci sia una guerra. A questa domanda potete non rispondere, ma mi piacerebbe sapere perché volete conquistare il mondo o almeno il nostro Paese. Dio ha creato il mondo per noi perché potessimo viverci insieme in pace, non per combatterci. Sinceramente, "Samantha Smith" Secondo voi a questa lettera Andropov rispose?. Nelle favole sicuramente. E nella vita vera, quella di tutti i giorni, sarebbe possibile questa storia?. A Samantha qualcuno risponderebbe? La risposta è SI. Perchè la fiaba non è fiaba. I personaggi sono veri ed i fatti si sono verificati. Andropov rispose il 25 aprile del 1983 e la lettera fu pubblicata sulla Pravda. Nel luglio del 1983 Samantha ed i suoi genitori furono ospiti a Mosca dal Presidente Andropov. Per due settimana visitarono diversi posti in Uinione Socvietica e la bambina fece molte amicizie. Samantha diventò famosa sia in Unione Sovietica che negli Usa.  Negli Stati Uniti la definirono con l'appellativo di più giovane ambasciatrice d'America e in Unione Sovietica come ambasciatrice di buona volontà. Nel 1984 andò in Giappone con sua madre, dove incontrò Yasuhiro Nakasone, il Primo Ministro del Giappone, ed assistette al Simposio Internazionale della Gioventù tenutosi a Kobe.  Nel suo discorso a questo simposio suggerì che i leader sovietici e americani si scambiassero le figlie maggiori per due settimane all'anno, argomentando che un presidente "non desidererebbe inviare una bomba ad un Paese in cui è in visita la propria figlia." In seguito, Smith scrisse un libro intitolato Journey to the Soviet Union (Viaggio in Unione Sovietica) e intraprese un ruolo da attrice, recitando con Robert Wagner nella serie televisiva Lime Street. Ma, ahimè, siamo usciti dalla Fiaba. E la realtà non da mai i lieti fini come nelle fiabe. E' la maledizione dell'uomo e del suo destino. Il 25 Agosto 1985, Samantha e suo padre erano su un aereo di ritorno dalle riprese di una delle tante puntate di Lime Street. L'aereo mancò la pista di atterraggio di circa 200 metri. Pochi ma necessari per spegnere la piccola ambasciatrice. E Samantha a soli 13 anni lasciò questo mondo.  La morte della ragazza fece scoppiare molte polemiche e supposizioni riguardo la causa dell'incidente — alcune voci sospettarono un coinvolgimento della CIA, mentre altre accusarono il KGB, sostenendo che la crescente popolarità di Smith avrebbe potuto avere effetto su alcune importanti decisioni politiche o militari in entrambi i Paesi. Negli Usa venne intrapresa un'inchiesta e il rapporto ufficiale, che non supportava quelle speculazioni, venne reso pubblico. Il rapporto sosteneva che le avverse condizioni meteorologiche, l'oscurità, unite all'inesperienza dei piloti e ad un guasto accidentale al radar dell'aeroporto, fossero le principali cause della tragedia. Il lutto per la morte di Samantha Smith radunò una folla di circa 1.000 persone al suo funerale ad Augusta, tra i quali Vladimir Kulagin dell'ambasciata sovietica a Washington, che lesse un messaggio personale di condoglianze da parte di Mikhail Gorbačëv. Tuttavia, nessun rappresentante del governo americano era presente. Lei e suo padre furono sepolti vicino a Houlton, la città in cui era nata Samantha. Di Samantha sono rimasti alcuni ricordi. Nel 1985 l'Unione Sovietica pubblicò un francobollo commemorativo con le sue sembianze. Un diamante, una varietà di tulipani e di dalie, un vascello e una montagna furono battezzate in onore di Samantha Smith, e a Mosca le venne costruito un monumento. L'asteroide 3147 fu battezzato "3147 Samantha" in suo onore. Lo stato del Maine (dove era nata) dedicò il primo lunedì di giugno di ogni anno alla memoria di Samantha Smith e fece costruire in suo onore una statua con le sue fattezze tuttora visibile nei pressi del Maine State Museum di Augusta, che ritrae la Smith mentre libera una colomba, con un cucciolo d'orso fermo ai suoi piedi. Il cucciolo d'orso rappresenta sia il Maine che la Russia. Inoltre una scuola elementare dello stato di Washington e un dormitorio dell'Università del Maine ricevettero il suo nome. Nel 2003 il monumento costruito in suo onore a Mosca venne rubato da ladri di metallo. Tuttavia, alcune interviste con sua madre Jane Smith furono pubblicate sui giornali russi nei primi anni 2000 e molte persone in Russia continuano a ricordarla con affetto. Nel 2003 Valentin Vaulin, un pensionato di Voronež, costruì in suo onore un monumento senza alcun supporto governativo. Nel 1985 il compositore danese Per Nørgård scrisse il concerto per viola Remembering Child in memoria della Smith. Siamo giunti al termine. Samantha vive. Vive in tutti quegli uomini che credono che le guerre sia stupide ed inutili.  Mi piace aver scritto questo post perchè contribuisce alla memoria cosi come su Youtube, la nostra memoria online, mi restituisce questo bel video in memoria di Samantha.  Si intitola "Samantha Smith Keeping the Dream Alive" E sicuramente il sogno di pace vivrà.


domenica 18 gennaio 2009

Arrivedorci!

« Il mondo è pieno di persone come Stanlio e Ollio. Basta guardarsi attorno: c'è sempre uno stupido al quale non accade mai niente, e un furbo che in realtà è il più stupido di tutti. Solo che non lo sa. » Oliver Norvell "Babe" Hardy (Harlem, 18-01-1892 – Los Angeles, 7-8-1957)

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