mercoledì 30 settembre 2009

Situazione drammatica nelle Samoa Americane : 130 morti già accertati.



E' dramma tsunami nelle isole Samoa Americane e nelle vicine Tonga. Le vittime dell'onda anomala che ha colpito gli arcipelaghi del Pacifico sono 130. Una trentina sono già state accertate nell'isola principale che si chiama Tutuila, intorno alla capitale Apia che è stata evacuata, ma i soccorritori temono di trovare situazioni molto peggiori nei villaggi sulla costa che non sono ancora stati raggiunti. Ci sono centinaia di feriti e migliaia di persone hanno dovuto abbandonare le loro case distrutte. Danni gravi anche in diversi villaggi delle Samoa Occidentali, compresi Talamoa e Sau Sau Beach Fale. Il governo delle Tonga, annuncia la morte di 10 persone nell'isola di Niuatoputato, la più vicina alle Samoa occidentali. Il bilancio ufficiale è arrivato così a 44 morti, di cui 20 nelle Samoa occidentali, 14 in quelle americane e 10 a Tonga, ma i dispersi sono molto numerosi e il dato è drammaticamente destinato a salire.

Il presidente Usa, Barack Obama ha dichiarato lo stato di disastro e Washington ha fatto subito inviare soccorsi nell'area che è territorio americano.

Il terremoto. Le onde, alte fino a 8/10 metri sono state provocate da un terremoto di magnitudo 8,3 Richter registrato alle ore 6.48 locali (alle 19.28 italiane) di martedì. L'epicentro è stato individuato 190 chilometri a sud-ovest delle Samoa, a una profondità di 33 chilometri. Intorno alle 7 (ora italiana) di questa mattina, le sirene hanno suonato di nuovo alle Samoa e la gente è fuggita verso l'interno. Non sono del tutto chiare le ragioni di questo nuovo allarme. Per alcune ore c'è stata paura anche alle Hawaii e sulle coste occidentali americane (California e Washington State). Poi il rischio è stato cancellato. L'allarme è ancora in piedi in Giappone dove, però, l'onda prevista non dovrebbe superare i 50 centimetri.


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